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La cardioaspirina «made in Italy» diventa green: dal sito di Garbagnate l’innovazione globale

di Francesca Gambarini

Il sito di Bayer in Italia, che produce il farmaco cardiovascolare per tutto il mondo, elimina la plastica dal pack. «Passo storico che sarà esteso ad altre linee», dice la ceo Arianna Gregis. Le collaborazioni nell’Ai con Google Cloud e il San Raffaele

L’Italia corre veloce sui binari della sostenibilità quando si tratta di packaging. L’ultimo traguardo lo taglia la filiale tricolore di Bayer, il big delle life science attivo nei campi della salute e dell’agricoltura, con 45,6 miliardi di ricavi nel 2025, lanciando un’innovazione storica per il suo farmaco cardiovascolare più iconico che proprio in Italia, a Garbagnate, viene prodotto. Da qualche settimana infatti le confezioni di Cardioaspirin non vengono più avvolte nel «classico» film plastico, ma inserite direttamente nelle scatole di imballo, eliminando del tutto una fase del processo produttivo e sterzando decisamente nella direzione di un packaging green. I numeri stimano una riduzione di 25 tonnellate di plastica utilizzate all’anno, con un risparmio di circa 70 tonnellate di CO2 equivalente, pari a circa 15 piscine olimpioniche. «Siamo stati i primi a farlo. L’innovazione è nel nostro dna e questa soluzione, nata all’interno dello stabilimento dalla collaborazione di persone con competenze anche

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