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L’Ue dice sì alle pellicce di zibellino dalla Russia (su pressione di Italia e Grecia): via dall’elenco delle sanzioni

di Al. S.

Bruxelles pronta a togliere il divieto di importazione previsto dal regime sanzionatorio europeo dopo l’aggressione di Mosca all’Ucraina. Humane World for Animals: «È inaccettabile, sono prodotti di lusso, non beni essenziali»

L’Italia che dice no ad Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio, a causa di un suo contratto di collaborazione con un’agenzia di scommesse russa, dice invece sì all’importazione dalla Russia le pellicce di zibellino. Assieme alla Grecia ha avanzato all’Unione Europea la richiesta di escludere queste pelli dall’elenco di prodotti contenuti nel 21esimo pacchetto di sanzioni per l’aggressione all’Ucraina. E la richiesta è stata accolta da Bruxelles. 

Italia e Grecia sono i principali acquirenti di questo prodotto che potrà dunque continuare a rifornire le case di moda che ancora lo utilizzano. La decisione non è piaciuta a Humane World for Animals (ex Humane Society international) che la considera una «concessione ingiustificabile» all’industria della pellicceria. Alla quale, è il ragionamento, vengono anche sacrificati diritti e aspirazioni della popolazione ucraina che da quattro anni sta subendo le conseguenze devastanti dell’invasione da parte di Mosca. 

«Le pellicce di zibellino non rispondono a un bisogno essenziale – commenta Joanna Swabe, direttrice delle

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