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La battaglia per la Una, il fiume selvaggio dei Balcani minacciato da dighe, inquinamento e cemento

di Giorgia Bollati

Tra Bosnia e Croazia, il fiume Una custodisce una biodiversità unica ma è minacciato da dighe, scarichi e cemento. Ong e scienziati chiedono un Parco nazionale transfrontaliero per salvare uno degli ultimi fiumi selvaggi

Sul fiume Japra, tra radure di faggi e prati fioriti, un mulino ad acqua costruito a inizio Novecento continua a fare il pane e consegnarlo alla comunità del distretto di Novi Grad, nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina. Ci lavorano 28 persone, che sfruttano l’energia prodotta da una piccola diga. 
Qui, però, una particolare specie di trota locale chiamata “salmone del Danubio”, a rischio di estinzione secondo la Iucn (l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), risale la corrente. La diga interrompe il flusso e ne ostacola lo spostamento e la riproduzione. Per ora, le trote vengono aiutate a mano dall’associazione locale dei pescatori a passare da un lato all’altro della parete di cemento, mentre la proprietaria della struttura consulta un ingegnere civile per sistemarla così da mantenere l’equilibrio naturale senza danneggiare l’economia della comunità.

Il gioiello ecologico

Il Japra fa parte della rete fluviale del fiume Una, che nasce in Croazia e traccia il confine con la Bosnia ed Erzegovina, scorrendo

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