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Aziende familiari, gli obiettivi da perseguire e i tabù da sfatare: il decalogo per una gestione equilibrata

di Luca Brambilla*

Dall’analisi di studi accademici e dal confronto diretto con imprenditori e imprenditrici emergono schemi ricorrenti che accomunano tutti i family business di successo

Dalle grandi dinastie alla guida di storici gruppi imprenditoriali – come i Berlusconi con Fininvest, i Del Vecchio con Essilor-Luxottica o ancora i Bertelli con Prada – fino alla moltitudine di medie e piccole aziende tramandate da generazioni: le imprese familiari sono la struttura portante del tessuto economico e sociale italiano. E secondo le ultime rilevazioni Istat, rappresentano circa l’80% dell’ecosistema imprenditoriale del Paese.
È dunque fondamentale comprendere le linee guida alla base della gestione di questo patrimonio, proponendo alcuni suggerimenti e riflessioni applicabili al quotidiano.

Dall’analisi di studi accademici e dal confronto diretto con imprenditori e imprenditrici emergono schemi ricorrenti che accomunano tutti i family business di successo. Tanto che si può riscoprire (e adattare alla bisogna) l’incipit del romanzo Anna Karenina: «Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo». 
Ecco, quindi, un decalogo che funge da bussola per orientarsi nella tempesta delle scelte di ogni giorno.

1. Prima la cultura, poi la strategia

Sempre più aziende iniziano a definire il proprio “purpose”, ovvero scopi

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