
Il no a Pirlo stravolge i piani: dopo 16 giorni salta il progetto tecnico. Giorgio in pole per fare il dt. Per la panchina c’è anche Conte, spinto dai club di A
Una via di mezzo tra il cubo di Rubik e una telenovela brasiliana Anni 80. La scelta del ct continua a far parlare l’Italia accaldata di luglio, tra colpi di scena, salti in avanti, capitomboli all’indietro, speranze, delusioni, post social e distinti saluti. La cosa buona, ma a questo punto abbiamo quasi paura a dirlo, è che nel giro di due, massimo tre giorni, la vicenda sarà finalmente conclusa. Come? I nomi più quotati sono tornati ad essere quelli di un mese fa, Antonio Conte e Roberto Mancini, con il secondo leggermente favorito sul primo.
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Ma andiamo con ordine, perché quella di ieri è stata una giornata decisamente intensa. Il risveglio mette un punto al caso Pirlo: è lo stesso ex centrocampista ad aggiungere una frase al post che aveva pubblicato domenica notte su Instagram: “Dopo aver appreso ieri sera (da Maldini, ndr) di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”, scrive prima di spiegare che la politica non ha nulla a




