di Andrea Rinaldi
L’ipotesi di una fusione carta su carta che potrebbe bruciare sui tempi l’offerta di Intesa Sanpaolo
Il progetto di combinazione tra Monte Paschi e Banco Bpm subisce un’accelerata. Ora anche i vertici di Piazza Meda sono al lavoro sulle nozze per cercare una quadra mentre il ceo della banca toscana, Luigi Lovaglio, starebbe vagliando più ipotesi con gli advisor Goldman Sachs, Ubs e Vitale. Anche perché il percorso è tutt’altro che facile, sia dal punto di vista finanziario — battere cioè i 30,6 miliardi di euro messi sul piatto da Intesa Sanpaolo per Rocca Salimbeni —, sia dal punto di vista normativo.
Le ipotesi
Secondo indiscrezioni di mercato è probabile che i cda delle due banche portino avanti parallelamente l’operazione di «fusione tra pari» e dichiarino congiuntamente l’operazione così da stemperare la passivity rule a cui deve sottostare Mps, la regola cioè che le impone di astenersi da qualsiasi manovra che possa contrastare l’Opas di Ca’ de Sass.
I tempi stretti della manovra
Probabile che le riunioni dei due board vengano messe in calendario prima di quelle dei conti semestrali del 5 e 6 agosto, forse qualcuno ipotizza già domenica prossima. Per Piazza Meda il




