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L’italo-tedesco Pantisano: «Mi trovavo dietro al palco, l’omofobia è dappertutto»

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«Sto malissimo. Ero dietro il palco, con vari altri attivisti, molto lontano da dove è avvenuto l’attacco, e non abbiamo visto né sentito nulla. Solo, molto rapidamente, siamo stati fatti evacuare. Oggi è un giorno di grande lutto generale, e tutti pensiamo la stessa cosa: quella donna morta, quei ventinove feriti, potevamo essere noi». 

Tanti gli italiani al Christopher Street Parade di Berlino, il «Pride» di sabato dove un van bianco impazzito, alle 10 della sera, si è scagliato sulla folla nel buio e nella verzura del Tiergarten. Tra loro, nato in Germania da genitori calabresi emigrati per lavorare, Alfonso Pantisano, commissario per la comunità Lgbtq+ al Senato regionale del Land di Berlino. Il fratello, Luigi Pantisano, è il primo italo-tedesco in Germania a guidare un partito – la Linke.

Conosce qualcuno tra le persone ferite? 
«Spero di no. Non sappiamo ancora le loro generalità. Non siamo riusciti a sentirci , a contarci. Sono ore di grande frenesia e di grande dolore». 
Come senatore con la delega ai temi Lgbtq+ ha già in mente iniziative per proteggere la comunità da nuovi attentati come questo? 
«Per ora ci sono in programma iniziative di cordoglio. Nessuno che abbia un senso di umanità per ora

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