
di Cesare Ferrari
Chiara Appendino, nei giorni scorsi di nuovo vicina alla causa No Tav: «Vicinanza agli agenti, condanniamo la violenza. Così si sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo»
Tutti contro i violenti. Tutti solidali con i 60 agenti feriti. Ma l’assalto al cantiere di Chiomonte getta anche benzina sul fuoco delle tensioni politiche tra partiti. Ieri nell’ennesima giornata di guerriglia in Val di Susa non si era ancora diradata la coltre dei fumogeni e delle camionette incendiate che la destra, anche quella moderata, è partita all’attacco. Da Tajani, Fi, «sinistra connivente con i teppisti», fino a Salvini che ha chiesto una «mano pesante contro i violenti».
I distinguo dei M5S
Nel mirino c’è il «ventre molle» del campo largo, l’ipotesi di alleanza elettorale Pd e M5S che rischia di sgretolarsi sulle montagne della Valsusa. M5S, che giovedì in un incontro ad Avigliana aveva ribadito la contrarietà all’opera aderendo alla manifestazione contro la tratta nazionali della Tav del 3 ottobre, ha espresso solidarietà agli agenti feriti. Ma con qualche distinguo. «Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto di violenza contro le forze dell’ordine avvenuto oggi in Val di Susa — hanno affermato l’ex




