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Trump in «modalità vendetta» insulta gli ayatollah. E ora pensa a un’altra escalation militare contro l’Iran

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di Viviana Mazza

Ma il tycoon lascia uno spiraglio: «Stiamo parlando con Teheran»

DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Donald Trump è stanco della guerra in Iran, che è entrata nel quinto mese senza una chiara via d’uscita, mentre lui pensava che sarebbe durata poche settimane. È in «modalità vendetta», secondo il Wall Street Journal: in una recente riunione nello Studio Ovale avrebbe definito i leader iraniani «gentaglia» e «pazzi» scatenandosi in una serie di altri insulti. Non stupisce, visto che ha fatto simili dichiarazioni anche in pubblico. Nuove forze americane si dirigono in Medio Oriente, per offrirgli più opzioni nel caso in cui scelga di continuare l’escalation militare. Al riguardo, ieri Trump, che ha sostenuto che «il problema dell’Iran sta scomparendo giorno dopo giorno», ha convocato un’ulteriore riunione con ministri e consiglieri.

Nonostante il presidente lasci aperto uno spiraglio («Gli Usa stanno parlando con l’Iran proprio in questo momento»), il premier iracheno Ali Al Zaidi, dopo aver visitato la Casa Bianca, avrebbe fatto una proposta di cessate il fuoco durante una sua visita a Teheran, secondo il New York Times: il regime iraniano l’ha rifiutata (e il premier iracheno non ha di fatto alcuna influenza in Iran) dicendo

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