
di Marta Serafini
Per Zelensky è legittimo colpirli: il leader ucraino sostiene che alcuni suoi centri logistici siano coinvolti nella fornitura all’esercito russo di componenti per droni
DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – La logistica è ormai campo di battaglia quanto il fronte. È questo il senso degli attacchi ucraini a Wildberries, che negli ultimi giorni hanno preso la forma di una campagna vera e propria: prima i colpi contro gli hub nel sud della Russia, tra Krasnodar e Stavropol; poi nuove incursioni contro altri centri di smistamento; infine San Pietroburgo e la Crimea occupata.
Wildberries non è un bersaglio qualsiasi. In Russia viene definita la Amazon nazionale, ma il paragone spiega solo in parte il suo peso reale. È il più grande gruppo di e-commerce del Paese, una rete vastissima di magazzini, trasporti e consegne che collega metropoli e periferie lontanissime. Fondata nel 2004 in un appartamento vicino a Mosca, è diventata in meno di vent’anni una delle infrastrutture chiave dell’economia russa. Più che una piattaforma, è una macchina logistica. E proprio per questo, agli occhi di Kiev, è anche un obiettivo sensibile. Negli ultimi anni, inoltre, aveva tratto vantaggio dal riassetto del mercato russo seguito all’uscita o




