di Fabio Savelli
Dai primi progetti alle autorizzazioni, dai ricorsi ai cantieri mai partiti: la SS106 è da decenni una delle grandi incompiute. Ora il completamento dello scavo del tunnel segna un passo avanti. Ma il tracciato resta una sfida
La chiamano da anni la «strada della morte». È la Statale 106 Jonica, l’arteria che corre lungo la costa orientale del Mezzogiorno e che dovrebbe rappresentare una delle principali dorsali di collegamento tra Calabria, Basilicata e Puglia. Un’infrastruttura attesa da decenni, sulla quale si sono accumulati progetti, promesse, finanziamenti, ricorsi e ritardi. Un’opera che, proprio per la sua storia travagliata, è diventata il simbolo delle difficoltà italiane nel realizzare le grandi infrastrutture. Ora, però, un pezzo importante di quella storia sembra finalmente avvicinarsi a una svolta. È stato completato lo scavo della Galleria Trebisacce, il tunnel più lungo del Terzo Megalotto della SS106 Jonica, in corso di realizzazione da Webuild per conto di Anas. L’abbattimento degli ultimi diaframmi rappresenta un passaggio significativo nella costruzione dei 38 chilometri della nuova strada a doppia carreggiata destinata a collegare Sibari con Roseto Capo Spulico.
Che cosa cambierà
Un’opera che, una volta completata, dovrebbe cambiare radicalmente la mobilità lungo questo tratto




