
Nel Ferrarese chicchi fino a tre centimetri hanno danneggiato vetri, perforato tetti e pannelli fotovoltaici
Martedì 21 luglio l’Italia è stata divisa in due. Al Nord il caldo record si è trasformato in grandine, nubifragi e raffiche che hanno sfondato parabrezza, bucato tetti e triturato i raccolti. Al Sud la colonnina è rimasta oltre i 40 gradi mentre gli incendi divoravano boschi e macchia mediterranea. Il primo colpo era arrivato domenica in Lombardia. A Milano la grandine aveva fatto evacuare ottantamila spettatori al concerto di Bad Bunny. Nel Cremasco, danni ad auto, case e campi; a Cremona si era infranta una lastra del rosone del Duomo. Parabrezza e carrozzerie delle auto distrutti anche nel Bresciano.
Ieri il fronte si è accanito sull’Emilia-Romagna. Nel Ferrarese chicchi fino a tre centimetri hanno danneggiato vetri, perforato tetti e pannelli fotovoltaici. Sull’A13 gli automobilisti si sono fermati. «Il cielo è diventato nero all’improvviso, poi è caduta grandine grande come sassi. Mi ha distrutto il parabrezza. Ho accostato e mi sono coperto il viso», racconta uno di loro. A San Martino i tronchi hanno rotto una condotta, interrompendo l’erogazione dell’acqua; altre zone sono rimaste senza luce. A Ravenna sono caduti oltre 100 alberi, la Romea è




