
di Renato Franco
L’occasione è l’incontro pubblico a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, per la rassegna organizzata da Andrea Scanzi «Naturalmente Pianoforte»
Altro che Enzino il mite, come vuole la narrazione di Ezio Greggio. Forse liberato dal gioco-giogo di Striscia la notizia dove i ruoli erano definiti — il poliziotto buono e il poliziotto cattivo — Enzo Iacchetti ha tirato fuori nuovamente il suo animo inatteso da lottatore politico. Dopo il famoso show a È sempre Cartabianca quando — giustamente — non ci aveva visto più di fronte al presidente della Federazione Amici di Israele, Eyal Mizrahi, che in modo provocatorio gli chiedeva «definisci bambino» in merito alla situazione di Gaza, il comico è tornato a parlare a ruota libera.
Qui non c’è la tv, ma le telecamere ci sono lo stesso. L’occasione è l’incontro pubblico a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, per la rassegna organizzata da Andrea Scanzi «Naturalmente Pianoforte».
Prima Iacchetti puntualizza, lui è un militante comunista: «Non trovo che la definizione sia un’offesa perché al di là dei milioni di persone che ha ucciso Stalin, non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del partito comunista». Magari qui esagera, ma vabbé. L’idea




