di Leonard Berberi
L’azzardo del 2012 consente alla compagnia americana di contenere le spese per il carburante. Nel 2° trimestre l’impianto ha toccato l’utile più alto di sempre
Quando nel 2012 Delta Air Lines decise di comprare una vecchia raffineria a 24 chilometri a sud-ovest di Filadelfia, molti nel settore fecero fatica a trattenere lo stupore. Che senso aveva quella mossa — si chiesero gli esperti — se le compagnie acquistano il cherosene per aerei dai fornitori esterni? Non avevano tutti i torti. Nei primi dieci anni di investimento, l’aviolinea è riuscita a portare a casa un utile operativo complessivo di appena 108 milioni di dollari, secondo i calcoli del Corriere.
Il primo sussulto positivo
Ma poi, nel 2022, con l’invasione russa dell’Ucraina, i prezzi dell’energia schizzarono in alto e Delta diede una prima risposta agli scettici: nei dodici mesi l’utile della raffineria balzò a 777 milioni. Era solo un assaggio. Perché con la guerra nel Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz al transito di centinaia di petroliere, il prezzo del jet fuel ha toccato livelli record per settimane. E Delta, grazie alla raffineria, ha contenuto la sua bolletta energetica.




