
di Mary Tota
Dopo l’appello del governatore della Puglia ai colleghi meridionali, a serrare i ranghi contro le Regioni del Nord, arrivano le repliche di Fontana (Lombardia) e Stefani (Veneto). Mentre dal Sud solo Fico (Campania) raccoglie il suo invito
Dal «fronte del Sud» evocato da Antonio Decaro al contrattacco della Lega. L’autonomia differenziata accende il primo vero scontro politico tra il governatore pugliese e i presidenti di Lombardia e Veneto.
Se i leghisti accusano Decaro di aver alimentato lo scontro per cercare «il consenso», il governatore pugliese ribatte dicendo di essersi «occupato della comunità e dei pugliesi che hanno bisogno di cure». In sintesi: scoppia la bagarre.
Ad accendere la miccia è stato l’appello di Decaro, nei giorni scorsi, a serrare i ranghi nel Mezzogiorno contro l’autonomia differenziata, dopo il via libera del Senato alle pre-intese con quattro Regioni. Tanto è bastato per scatenare il fronte lombardo-veneto, leghista.
I governatori di Lombardia, Attilio Fontana, e Veneto, Alberto Stefani, difendono la riforma. E se ne intuisce il motivo: per la Lega assume un valore identitario. «Mi stupisco – dice Fontana – perché nella vita di tutti i giorni ci rendiamo conto del valore dell’autonomia, che




