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Alessandro Preziosi: «Quando decisi di fare l’attore, la mia famiglia di avvocati mi mise alla porta»

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di Emilia Costantini

L’attore in scena a Tivoli con «Memorie di Adriano» nel ruolo che fu di Giorgio Albertazzi

«Nel momento in cui stavo per discutere la tesi di laurea in Giurisprudenza all’Università di Napoli Federico II, forse per la tensione ingoiai il tappino della penna biro che stringevo tra i denti. Per fortuna senza soffocarmi, superai la prova con il massimo dei voti ma, proprio in quel momento, ho capito che la mia strada era un’altra». Una strada che Alessandro Preziosi percorre da molti anni e con molti successi tra cinema, teatro, televisione.
«Non pensavo di voler fare proprio l’attore — prosegue — però mi capitò di leggere su qualche giornale che a Milano c’erano i provini aperti al Teatro Filodrammatici e, siccome volevo sperimentare la vita in tutte le sue possibilità, decisi di andarmene dalla mia città, Napoli, andare al nord, pur non avendo le spalle coperte, senza niente in tasca».

Quindi buttato fuori casa?
«Provengo da una famiglia di avvocati: quando annunciai la mia scelta ai genitori, mamma esclamò: “Vuoi fare l’attore? Quella è la porta, se la oltrepassi non tornare più indietro”. Sono felice di aver avuto il coraggio, la determinazione di oltrepassarla».