di Andrea Rinaldi
Il governo tedesco chiederebbe di garantire attenzione alle pmi, di mantenere la quotazione in Borsa e la sede a Francoforte. Attenzione ai tagli al personale
Se l’obiettivo di Unicredit, lanciando l’Ops su Commerz a marzo, era quello di avviare «un dialogo costruttivo» con l’istituto tedesco «e con tutti gli stakeholder», be’ c’è da dire che è stato raggiunto. Alle parole distensive di mercoledì del cancelliere tedesco Friedrich Merz, ora seguirebbero i fatti. Berlino, infatti, azionista con il 12,7% dell’istituto di Francoforte sul Meno, dopo mesi di ostilità starebbe ora predisponendo le richieste fondamentali da mettere sul tavolo con la banca italiana, il che evidenzia come l’attenzione del governo tedesco si stia spostando dal bloccare la proposta di acquisizione al definirne le condizioni a cui potrebbe avvenire. Unicredit ha chiuso l’offerta di pubblico scambio il 3 luglio portandosi al 47,59% di Commerz (senza contare l’11,48% in derivati) che ne fanno il socio controllante con il 49% dei diritti di voto in assemblea. Un peso tale da permetterle di cambiare la governance.
I punti imprescindibili
Tra le due parti, tuttavia, non sarebbero stati ancora programmati colloqui in merito, ma si prevede che vengano avviati a un




