UNA VOLTA ERANO FEDELI
Ricordate i nostri nonni? Comprare un’auto non era solo una scelta pratica, era una sorta di patto di sangue. Negli anni d’oro della motorizzazione, tra i ’60 e i ’70, l’identità tecnica di una casa era il suo biglietto da visita: il ruggito di un bialbero Alfa Romeo o il comfort regale di una Lancia erano mondi distanti e inconciliabili. Una volta scelta una “parrocchia”, difficilmente la si abbandonava per tutta la vita, o quasi. Oggi, però, quel romanticismo meccanico ha lasciato il posto a una pragmatica volatilità.
I NUMERI DEL “TRADIMENTO”
Secondo i dati dell’ultimo New Brand Observatory 2026 di Quintegia, il panorama automobilistico italiano è diventato un affollato mercato dove i marchi storici (i cosiddetti “legacy brand“) devono sgomitare sempre di più. Nel 2026, i nuovi marchi emergenti presenti nel nostro Paese sono già 22, un numero destinato a salire ad almeno 33 entro il 2030.
Ma il dato che più fotografa il cambio di mentalità è la propensione all’acquisto: il 47% dei consumatori italiani dichiara di essere disposto a prendere in considerazione un brand emergente e ancora poco noto. Un trend in costante crescita, se si pensa che questa percentuale era del 41%




