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La Traviata di Michieletto: giochi in piscina e toni rock

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di Valerio Cappelli

A Bregenz (Austria) l’opera del regista: 60 recite, 400.000 biglietti venduti

La Traviata dei record debutta il 22 a bordo lago, sul palco galleggiante del Festival di Bregenz, al confine tra Baviera, Austria e Svizzera, e vi resterà per un bel po’. Sono fissate 60 recite in due edizioni, tutte già sold out: 7000 posti, quasi 400 mila biglietti venduti. Si alternano i direttori, Kirill Karabits e Pietro Rizzo, Violetta si divide per tre, Stacey Alleaume, Julia Muzychenko e Marjukka Tepponen.

Il regista naturalmente è uno e se lo tengono stretto, Damiano Michieletto: «Il palco sul lago ha bisogno di una visione d’impatto e in qualche modo scultorea».

La scena è dominata da uno specchio rotto: «Rappresenta il destino di una giovane che viene celebrata da una società che al tempo stesso la distrugge. Violetta è una donna sempre al centro di una festa che ambiento nel 1920, il mondo del Grande Gatsby di Fitzgerald, scintillante, edonista, bizzarro, pronto a celebrare la vita; ma nessuno conosce l’intimità, il dolore e la malattia di Violetta».

Sotto l’effervescenza, la crudeltà: «Lei ha bisogno d’amore, viene abbandonata e calpestata da quella società». E l’acqua? «Fa

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