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L’allarme della Toyota: “se non cambiamo, i marchi giapponesi non sopravvivranno”

imageCOMPETITIVI PER SOPRAVVIVERE

Non solo l’industria automobilistica europea sta affrontando un periodo di difficoltà, anche quella giapponese sta attraversando quella che i suoi dirigenti definiscono una “tempesta che capita una volta in un secolo”. Per affrontarla Koji Sato (foto qui sopra), chief industry officer della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association (l’associazione che riunisce i costruttori del Paese), propone un cambio di paradigma: meno competizione sui componenti comuni e maggiore collaborazione tra le principali case automobilistiche del Paese.

Come riporta Automotive news, l’obiettivo è migliorare la competitività internazionale delle sette principali case del Sol Levante (Toyota, Nissan, Honda, Mazda, Subaru, Mitsubishi e Suzuki), messi sotto pressione dagli enormi investimenti richiesti dall’elettrificazione, dal software e dalle tecnologie per la guida assistita, oltre che dall’avanzata dei nuovi concorrenti sui mercati mondiali. “Se le cose non cambiano, non sopravviveremo”, ha detto Sato ai produttori. 

COMPONENTI COMUNI

La proposta di Sato punta a standardizzare numerosi componenti e materiali di uso comune, tra cui i cablaggi elettrici, gli acciai e le materie plastiche: ridurre il numero delle specifiche richieste dai singoli costruttori consentirebbe ai fornitori di semplificare i processi produttivi e aumentare sensibilmente l’efficienza.

Il caso più emblematico riguarda i cablaggi elettrici. Oggi

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