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Decreto autovelox in vigore dopo 34 anni: come fare per sapere se la tua multa è valida

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Quasi un apparecchio su cinque non potrà più elevare sanzioni valide. Ecco come verificare se la sanzione è regolare, quando fare ricorso e cosa succede alle vecchie contravvenzioni

È operativo il “decreto autovelox”. Un provvedimento atteso da 34 anni, da quando cioè il Codice della strada del 1992 richiede dispositivi “debitamente omologati” senza che fosse mai stato scritto il regolamento tecnico necessario per farlo davvero. Ora c’è il decreto, che spegne quasi 1 dispositivo su 5. Su circa 4mila dispositivi censiti in Italia, circa 850 non potranno più elevare multe valide finché non otterranno la nuova omologazione.  Ma come si fa a capire se la contravvenzione ricevuta arriva da un apparecchio in regola e come orientarsi tra verifiche, ricorsi e vecchie multe?

Cosa cambia concretamente da domenica 12 luglio

Il caos autovelox è nato da un vuoto normativo durato decenni, che ha reso attaccabili migliaia di multe. Dal 1992 il Codice della strada richiedeva autovelox “omologati”, ma per 34 anni è mancato il decreto tecnico per farlo davvero: nel frattempo il Ministero rilasciava solo “approvazioni”, procedura diversa e insufficiente secondo la Cassazione. Dal 2024 la Cassazione ha annullato decine di multe basate solo sull’approvazione, spingendo il governo a colmare

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