
di Simone Canettieri
Il voto sull’emendamento alla legge elettorale: la maggioranza aveva trovato un accordo sulle preferenze, ma durante il voto a scrutinio segreto i franchi tiratori hanno affossato l’emendamento: 188 voti contrari, 187 a favore. Meloni: «Ci sono mancati diversi voti, serve una riflessione». Il caso della sottosegretaria leghista. I vannacciani e i video della scheda
Le mani tra i capelli di Antonio Tajani sono tutto un programma. Così come lo sguardo gelido di Francesco Lollobrigida, chino sul cellulare: «Adesso vado a scoprire chi sono i franchi tiratori, ci sentiamo dopo». È pericoloso chiedergli altri dettagli, visto l’umore. Luca Ciriani, che di lavoro fa il ministro per i Rapporti con il Parlamento, è una statua di sale. Catatonico: «Ha vinto l’istinto di autoconservazione». Maurizio Lupi scuote la testa, non ci crede. La falange vannacciana, che si era ripresa col telefonino al momento del voto forse come pegno di lealtà a Meloni, è scossa da un brivido d’eccitazione. Ghigni sparsi, messaggi al generale. Dopo qualche minuto si scambiano il cinque Laura Ravetto e Domenico Furgiuele (accusato alla ripresa dei lavori dalle opposizioni di aver urlato «Hitler!»).
«Dimissioni, dimissioni», gridano intanto le opposizioni che sembrano sovrastare anche fisicamente




