
di Monica Ricci Sargentini
Il leader turco è centrale al summit Nato che si terrà il 7 e l’8 luglio ad Ankara (ma con l’Ue gli ostacoli restano)
Per anni Recep Tayyip Erdogan è stato l’alleato scomodo della Nato. L’acquisto dei missili russi S-400 gli è costato le sanzioni americane, l’espulsione dal programma dei caccia F-35 e un progressivo raffreddamento dei rapporti con l’Unione europea, che nel frattempo congelava il negoziato per l’adesione denunciando la deriva autoritaria del suo governo.
Negli ultimi tre anni, però, il quadro strategico è cambiato. La guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente, il riarmo europeo e il progressivo spostamento dell’attenzione americana verso l’Indo-Pacifico stanno restituendo alla Turchia un ruolo centrale nella sicurezza dell’Occidente.
Il vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara rappresenta il simbolo di questa svolta. Secondo il quotidiano turco Hürriyet, Donald Trump dovrebbe arrivare nella capitale turca il giorno prima del summit per un incontro bilaterale con Erdogan al termine del quale il presidente americano potrebbe annunciare il via libera alla vendita dei motori General Electric destinati al caccia di quinta generazione Kaan. Se confermata, sarebbe il segnale più forte del disgelo tra Washington e Ankara dai




