di Giuseppe Sarcina
Le «incursioni hanno riguardato siti nucleari, impianti energetici, aeroporti civili e basi militari
I droni spia lanciati dal Cremlino sembrano spadroneggiare nei cieli europei. Un rapporto appena pubblicato dall’Iiss, l’International Institute for Strategic Studies di Londra, sostiene come sia «altamente probabile» che Mosca abbia condotto una sistematica campagna di sorveglianza su 13 Paesi europei. I ricercatori inglesi hanno attinto all’archivio dell’Acled (Armed conflict location data), centro indipendente americano, e alle notizie pubblicate dai media internazionali. Il risultato è impressionante: 144 incursioni di droni russi, avvenute tra l’agosto del 2024 e il febbraio 2026.
I servizi segreti del Cremlino avrebbero raccolto informazioni su alcune delle più importanti basi militari europee, come quella americana di Ramstein in Germania e come le installazioni dell’aviazione tedesca a Ingolstadt-Manching e a Neuburg. Spiata anche la portaerei francese «Charles de Gaulle» e la base dei sottomarini a propulsione nucleare, a Ile Longue, in Bretagna. Anche nel Regno Unito i siti scrutati di nascosto dai russi sono di primaria importanza strategica: i presidi della Raf, l’aviazione britannica, a Fairford, Feltwell, Midenhall e, soprattutto, a Lakenheth, nella zona centrale dell’Inghilterra, dove si starebbe allestendo un deposito per armi nucleari americane.




