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Nato, passa (in parte) la linea italiana: per gli aiuti nel 2027 servirà l’ok degli Stati

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di Marco Galluzzo

La telefonata tra Meloni e Erdogan

Alla fine l’Italia ha pareggiato. Aveva chiesto di non assumere impegni cogenti, nella dichiarazione del vertice Nato, per un biennio. È stata accontentata solo in parte: la dichiarazione del vertice che inizierà martedì pomeriggio ad Ankara (quattro paragrafi, per una sola pagina di promesse e obiettivi comuni) mantiene per il 2027 i 70 miliardi di aiuti a Kiev, ma li fa dipendere da una decisione «sovrana» dei singoli membri dell’Alleanza.

C’è poi almeno un altro risultato, sul quale ieri Giorgia Meloni si è confrontata e congratulata al telefono con il presidente Erdogan, che sta organizzando il vertice: e cioè un riferimento esplicito, che l’anno scorso al vertice dell’Aia non era presente, ad uno spettro di azione della Nato non solo orientato al suo fianco orientale, ma «a 360 gradi».

Fianco Sud

Il che significa anche fianco Sud della Ue, dunque Mediterraneo, una nostra richiesta storica, dove le responsabilità della nostra Marina e del nostro sistema integrato di Difesa sono destinate a crescere, anche nel peso specifico interno all’Alleanza che ha il suo quartier generale a Bruxelles.

Ma qui si fermano le buone notizie, nel senso che il

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