Encelado, la piccola luna di Saturno con un diametro pari a poco più del 10% di quello della Luna terrestre, è ormai uno degli obiettivi principali dell’astrobiologia nel sistema solare. Sotto la sua crosta ghiacciata si nasconde infatti, un vasto oceano di acqua liquida, la cui esistenza è confermata dai geyser che al polo sud spruzzano nello spazio frammenti di quell’oceano sotterraneo. Una combinazione che offre agli scienziati un’occasione unica per indagare se Encelado possieda gli ingredienti chimici della vita — o, più ambiziosamente, prove dirette della sua presenza.
Un gruppo di ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha ora delineato nel dettaglio la strumentazione che potrebbe equipaggiare una futura missione di punta diretta verso questa luna. Lo studio è stato presentato al Joint Meeting EPSC-DPS (Europlanet Science Congress-Division for Planetary Sciences) 2025, tenutosi a settembre a Helsinki, e porta la firma di ricercatori che avevano già contribuito alla sonda Cassini-Huygens della NASA, attiva su Encelado dal 2004 al 2017.
La missione L4 di Voyage 2050
La missione L4 è all’interno del programma scientifico di lungo periodo dell’ESA, Voyage 2050 — le missioni L1, L2 e L3 sono rispettivamente JUICE, LISA e NewAthena. Il lancio è ipotizzato in




