La Russia avrebbe condotto, e probabilmente continua a farlo, una sistematica azione di spionaggio negli spazi aerei europei.
Il rapporto appena pubblicato dall’ IISS, «International Institute for Strategic Studies» di Londra, sostiene come sia «altamente probabile» che Mosca abbia manovrato droni di sorveglianza su 13 Paesi europei.
I ricercatori inglesi hanno attinto all’archivio dell’Acled (Armed conflict location data), centro indipendente americano e da notizie pubblicate dai media internazionali. Risultato: 144 «incidenti» avvenuti tra l’agosto del 2024 e il febbraio 2026.
I servizi segreti del Cremlino avrebbero raccolto informazioni su alcune delle più importanti basi militari europei, come quella di Ramstein, in Germania, le installazioni dell’aviazione tedesca a Ingolstadt-Manching e a Neuburg, la portaerei francese «Charles de Gaulle», la base dei sottomarini a propulsione nucleare, a Ile Longue, in Bretagna . Il 48% delle incursioni ha toccato strutture militari; il 18% aeroporti civili; il 26% porti, aeroporti, impianti energetici, siti industriali.
Il Paese più spiato sarebbe la Germania, con 58 avvistamenti. Seguono Belgio (25), Danimarca (16), Olanda (9), Francia (8), Regno Unito e Norvegia (7). Completano la lista: Repubblica Ceca, Finlandia, Spagna, Irlanda, Polonia, Svezia. Nessuna segnalazione riguarda l’Italia.
I droni di Vladimir Putin sarebbero stati lanciati dalle navi della cosiddetta «flotta fantasma»




