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Lifeline AI, l’app che ha vinto il Red Bull Basement reinventa le richieste di soccorso

di Alessia Cruciani

L’ideatore, il 22enne americano Darnell Adler, ha conquistato la finale mondiale del contest per startup a San Francisco. La piattaforma permette di chiedere aiuto in situazioni di pericolo senza parlare né attirare l’attenzione

«All’inizio non mi rendevo nemmeno conto che esistesse una situazione di pericolo simile. Poi ci si è trovata una persona a cui tengo molto. A quel punto ho sentito il bisogno di trovare una soluzione». È così che nasce Lifeline AI, il progetto che ha permesso al ventiduenne americano Darnell Adler di conquistare la finale mondiale di Red Bull Basement 2026, il programma internazionale dedicato a giovani innovatori e aspiranti imprenditori. Un’idea semplice quanto ambiziosa: consentire a chi si trova in una situazione di emergenza di chiedere aiuto senza dover parlare, digitare un numero o persino estrarre il telefono dalla tasca. Insomma, chiedere aiuto senza farsi notare.
Nato e cresciuto a San Francisco, fresco di laurea in Economia con una specializzazione in Data Science alla University of Southern California, Adler ha superato i progetti provenienti da oltre 40 Paesi e presentati nella finale ospitata nella città californiana, a pochi passi dalla Silicon Valley. In palio c’erano 100 mila dollari di finanziamento

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