
di Alessandra Nardini
Gli studenti del Politecnico interpretano le specie che abitano la città per discutere di San Siro, Navigli e biodiversità. Una provocazione teatrale che invita a ripensare l’urbanistica dal punto di vista degli ecosistemi
«Quando dite “riaprire i Navigli”, noi dobbiamo capire: volete ricreare un ecosistema oppure una cartolina?». A rivolgere questa domanda è la rappresentante della gallinella d’acqua nell’aula del Consiglio comunale di Palazzo Marino. Un Parlamento particolare quello che si è svolto a Milano lo scorso 26 giugno, dove a prendere la parola non sono stati consiglieri e assessori, ma rondoni, volpi, nutrie, pappagalli, insetti e piccoli mammiferi. Non animali in carne e ossa, ma studenti del Laboratorio di Progettazione urbanistica del Politecnico di Milano che, indossando maschere ispirate alle specie che popolano la città, hanno dato vita alla prima seduta del Parlamento delle Specie Viventi. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e il Comune di Milano, prende spunto dalle più recenti riflessioni internazionali sui diritti della natura e sulla possibilità di rappresentare gli interessi delle specie non umane nei processi decisionali.
Democrazia in scena
Il risultato è una sorta di commedia civile, nella quale i grandi temi dell’urbanistica milanese




