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Perché Kim Jong-un ha cancellato la madre «giapponese»

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di Guido Santevecchi

La donna era nata a Osaka, da una famiglia di emigrati coreani. Era una danzatrice e il padre di Kim la scelse come amante, spezzando la «stirpe del Monte Paektu»

Lo spettro della madre insegue Kim Jong-un. Il Maresciallo-Presidente della Nord Corea si è presentato al suo popolo come buon padre di famiglia, esibendo la moglie graziosa e portando la figlia nei poligoni militari da dove vengono sperimentate armi sempre più potenti. Però, in patria Kim ha steso una cortina di segreto intorno alla donna che lo ha partorito. Il problema è che la signora era nata in Giappone nel 1952, tra quei due milioni di coreani emigrati più o meno volontariamente nell’Impero nipponico tra il 1910 e il 1945, quando la penisola era una colonia di Tokyo nota come Joseon.

La madre di Kim si chiamava Ko Yong Hui. Suo padre Ko Kyong Thaek negli Anni Trenta del secolo scorso era partito dall’isola coreana di Jeju per cercare fortuna a Osaka in Giappone, diventando dirigente di una fabbrica. Una vita degna di un romanzo storico: quando le bombe americane cominciarono a incenerire le città giapponesi durante la Seconda guerra mondiale, tornò a Jeju;

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