
Nonostante le assoluzioni per il grattacielo di via Stresa, sono migliaia le famiglie che hanno pagato una nuova casa ma non riescono a entrarne in possesso a causa degli inciampi edilizi della giunta Sala. Una paralisi che tiene sotto scacco cittadini e costruttori.
Mirko ha 33 anni. Quando, alla fine del 2024, ha deciso insieme alla compagna di aderire a un progetto di edilizia cooperativa, pensava di essere a pochi passi dalla sua prima casa. L’intervento sarebbe dovuto partire nell’estate del 2025, in via Castellammare. Oggi, quasi due anni dopo, non sa ancora se e quando vedrà aprire quel cantiere. Nel frattempo, continua a vivere in una città dove comprare casa è sempre più difficile e dove persino i progetti pensati per rendere l’abitare più accessibile sembrano essersi impantanati in una palude burocratica senza uscita. Claudia, invece, aspetta dal 2020. Quando aderì all’intervento di via Taggia, suo figlio aveva due anni. Oggi ne ha otto. Intanto è arrivato un secondo bambino, la famiglia è cresciuta, le esigenze sono cambiate. La casa, però, è rimasta solo sulla carta. Sei anni dopo non esiste ancora una data per l’avvio dei lavori. Poi c’è Teresa, che racconta la vicenda del figlio, socio



