
di Cesare Zapperi
Il generale leader di Futuro nazionale: «Le adesioni? Nessuno può farmi la morale»
MILANO «Gianni Alemanno è iscritto all’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Io, invece, sto con Abele e penso che Caino debba marcire in carcere». Roberto Vannacci liquida così le polemiche, che imperversano soprattutto nel mondo social (mentre i sondaggi sono sempre più positivi), sul rapporto con l’ex sindaco di Roma uscito dal carcere tre giorni fa. A chi fa osservare che Alemanno, anche in virtù dei mesi trascorsi in cella, usa parole meno contundenti nei confronti della detenzione il leader di Futuro nazionale risponde secco: «No, no, non c’è nessuna differenza. Alemanno sottolinea giustamente che il carcere deve avere una funzione rieducativa e non deve essere un luogo di tortura. Ma è d’accordo con me che chi sbaglia deve pagare». Concetto che il generale declina con un verbo più duro: «Di Filippo Turetta (l’assassino di Giulia Cecchettin, ndr), per esempio, ho detto che deve marcire in carcere. Lo confermo e lo ripeto».
Quanto ai malumori e ai brontolii verso Alemanno e la sua storia, per qualcuno troppo legata al passato (ma all’assemblea nazionale di Roma è stato detto chiaramente che Futuro nazionale è




