di Redazione Economia
Un dipendente che oggi paga le tasse su un benefit annuo di 2.000 euro si ritroverà a essere tassato su 3.000 euro. L’aumento effettivo dipenderà però dall’aliquota Irpef applicata al singolo contribuente
E’ arrivato l’ok del Consiglio dei ministri al quarto decreto correttivo della legge delega. Si tratta di un provvedimento che interviene soprattutto sulla disciplina delle auto aziendali, con una serie di modifiche che incidono su fringe benefit e tassazione. In particolare, viene introdotta una maggiorazione forfettaria del 5% per gli optional non inclusi nelle tabelle Aci e non direttamente acquistati dal dipendente, mentre sale del 50% il prelievo fiscale sulle vetture più datate presenti nelle flotte aziendali, cioè oltre i cinque anni di utilizzo, con l’obiettivo di favorirne il rinnovo e ridurre l’impatto ambientale. Prevista inoltre la possibilità di riassegnare i veicoli senza ulteriori aggravi fiscali e lo stop al calcolo basato sul valore normale per le auto ordinate nel 2024 e assegnate dopo il 1° luglio 2025, così da evitare incertezze interpretative.
Che cosa significa
Ma in concreto cosa significa? La novità più rilevante riguarda le vetture a benzina e diesel utilizzate da oltre cinque anni. Per questi veicoli il valore imponibile




