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Lega, salta il ritiro a Mogliano veneto: Salvini disinnesca la rivolta

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di Silvia Madiotto

Claudio Borghi, senatore della Lega sferza Zaia: «Se voleva guidare il partito, poteva presentarsi al congresso»

Contrordine compagni. Il raduno della Lega a Mogliano non si fa più. Anche se era già stato prenotato l’hotel Move per il 4 e 5 luglio: disdette decine di stanze. Niente da fare, Matteo Salvini ha cancellato tutto. Ufficialmente perché preferisce, prima, riunire almeno tre volte la cabina di regia dei territori che lunedì ha scontentato parte dei partecipanti. Ma in molti ritengono che la mossa sia di quelle che finiranno per anestetizzare la discussione interna e la riforma del partito che, invece, una grossa fetta del partito chiede. Soprattutto in Veneto. Le avvisaglie di possibili tensioni c’erano, i parlamentari del sud erano molto scettici (valgano per tutti le parole della Matone, «e che vado, a farmi insultare?»), convocazioni ufficiali non ne erano arrivate, possono aver inciso i manifesti che invocavano la discesa in campo di Luca Zaia sparsi in mezzo Veneto. Insomma, più che il popolo leghista, Salvini rischiava di trovare un popolo di contestatori.

La comunicazione ufficiale

La comunicazione con l’addio (o arrivederci) a Mogliano è stata di Stefano Locatelli, responsabile enti locali del Carroccio: «A metà

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