
di Paolo Coccorese
A Palazzo Civico la rabbia del sindaco è arrivata oltre il livello di guardia dopo i continui blackout in città. Anche perché a una sua telefonata, l’ad di Iren avrebbe risposto: «Sono in barca in Grecia». Mentre Torino era al buio
Martedì mattina (23 giugno), in uno degli appartamenti Atc di via Dina al buio da ore, il telefono squilla inaspettatamente. «Buongiorno signora, sono il sindaco. Iren è intervenuta per riportare la corrente?». Nelle case popolari lo stupore dura pochi istanti per la rabbia accumulata dopo le tante ore senza luce. A Mirafiori il blackout è scattato lunedì sera, 22 giugno. Sembrava uno dei tanti disservizi che, complice il caldo record, stanno mettendo sotto pressione la rete elettrica. Ma con il passare delle ore lo stop della corrente è diventato emergenza per decine di famiglie e anziani.
Un supplizio iniziato dopo le 21 di lunedì e terminato soltanto alle 11.24 del mattino successivo. Tredici ore al buio, senza ascensore, elettrodomestici e acqua. Il blocco dell’autoclave ha lasciato a secco i rubinetti. Ce n’è abbastanza per far perdere la pazienza anche a un monaco buddista. Ma è quando la richiesta di aiuto di via Dina




