
di Viviana Mazza
Il presidente, danneggiato nei sondaggi dalla guerra in Iran e dai prezzi della benzina, si rifugia nella dimensione che ha caratterizzato la sua presidenza: quella dei comizi
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON -«L’America è tornata, ed è solo l’inizio. Il destino dell’America è di essere la più grande nazione mai vista su questo pianeta». Donald Trump ha fatto un comizio in stile campagna elettorale ieri sera a Washington, in apertura della Great American State Fair, una fiera con esposizioni degli Stati, ruota panoramica, giostre e un rodeo vecchio stile, organizzata presso il National Mall.
Dopo il boicottaggio dei musicisti invitati a esibirsi, tra cui il frontman di “Poison” Bret Michaels, Young MC e i Commodores, il presidente ha annunciato su Truth: «Useremo la nostra playlist… non la musica di quella gente che vi fa addormentare e si lamenta sempre». A cantare sono stati chiamati Lee Greenwood e Christopher Macchio, presenze fisse ai comizi di Trump, insieme alla banda militare. Quando i bombardieri B2 e i caccia F35 hanno sorvolato la folla rombando tra l’Alleluja e l’Ave Maria di Macchio, la folla è rimasta a bocca aperta.
Diversi Stati a guida democratica (Massachusetts, North Carolina,




