
di Christian Benna
Il ceo di Stellantis ha spiegato il Piano Italia in Parlamento. Ma un secondo modello per Torino ancora non c’è
«A Mirafiori, dopo la 500 ibrida, porteremo la nuova 500 a partire dal 2030 –2031. Sarà una vettura multienergy e avrà diverse forme. È come fossero più modelli». Antonio Filosa prova a rassicurare Torino riaffermandone la centralità, «è la nostra casa italiana», nonché quartier generale della progettazione di auto e anche fabbrica della gamma della Fiat 500, un solo modello che ne vale tanti. Il ceo di Stellantis, ieri in audizione in Commissione Industria a Montecitorio, nella sua relazione sul Piano Italia da 5 miliardi in ricerca e sviluppo e 7 miliardi di acquisti di componenti made in Italy, ha risposto indirettamente anche ai sindacati che chiedono da tempo un secondo modello di auto per il rilancio della storica fabbrica di Mirafiori, sempre più lontana dall’obiettivo di almeno 100 mila vetture l’anno.
Una piattaforma «multienergy»
Un secondo brand in linea non arriverà, a quanto pare, né della gamma Fiat né d’importazione (le Leapmotors saranno prodotte in Spagna); mentre resta aperta la possibilità per l’impianto di Cassino a ospitare, in condivisione, nuovi partner del Far East. Ma




