
di Paola Di Caro
L’ex presidente della Camera: «Destra e sinistra gli fanno senza volerlo campagna elettorale»
«C’è una sola cosa da fare con Vannacci».
Cosa, presidente Pier Ferdinando Casini?
«Evitare di fargli campagna elettorale. Ed è invece quello che sia a destra sia a sinistra stanno tutti facendo. Sembrano lavorare per lui». È durissimo l’ex presidente della Camera, ma disincantato per quello che sta accadendo rispetto al fenomeno Vannacci, che secondo i sondaggi avrebbe già oltrepassato il 5%. Per lui, che di politica ne ha fatta tanta, «in realtà non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Di questi nuovi partiti che arrivano quasi all’improvviso e crescono velocemente con leader quasi venerati ne abbiamo visti tanti in passato. Si pensi a Beppe Grillo portato in trionfo in piazza Maggiore a Bologna sul suo canotto».
Il suo movimento è stata una rivoluzione.
«Sembrava, ma con il governo si è normalizzato e Grillo da semidio è finito marginalizzato dai suoi. Essendo stato io un suo bersaglio costante, mi verrebbe quasi da solidarizzare perché non conosco la parola rancore… Questi fenomeni non sono pioggerelle passeggere, ma possono avere ogni tipo di sviluppo, anche a lungo termine».
Quindi come può contrastarlo la destra?
«Non




