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Azienda servizi sociali di Bolzano, interviste solo se approvate dall’assessora: «Censura da regime»

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di Lorenzo Nicolao

La denuncia del capogruppo del Pd che ha condiviso la nota inviata ai dipendenti. L’assessora Fattor: «Non mandata da me e riguarda solo i dipendenti del team per la comunicazione esterna»

La denuncia arriva poco prima di mezzogiorno via social. Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Stefano Fattor condivide una mail in merito all’Azienda servizi sociali di Bolzano (Assb) che da appena una settimana ha ufficializzato la nomina di Franco Finato come direttore e parla di «censura molto simile a quella di certi regimi non democratici». Nella nota inviata ai dipendenti si legge infatti che «tutte le comunicazioni esterne dovranno essere preventivamente sottoposte all’approvazione dell’assessora Brillo». Di fatto l’intento, come specificato, sarebbe quello di programmare notizie e aggiornamenti con almeno due settimane di anticipo, «al fine di consentire verifiche e ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione». Il consigliere di minoranza ironizza, ma esprime preoccupazione, facendo notare che «la verità non può essere raccontata con la dovuta trasparenza, se questa non è gradita all’assessora, perché sono preferibili narrazioni differenti».

Le critiche

Lo sdegno è condiviso da altri esponenti dem in Consiglio. Monica Franch commenta: «Questo è il tipo di innovazione alla quale l’assessora aveva pensato per

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