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I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra

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Al teatro greco di Siracusa in scena la più antica opera teatrale giunta integra e messa in scena dal regista Àlex Ollé con la traduzione di Walter Lapini. Un’opera di un’attualità disarmante

Iacopo Gori, inviato a Siracusa / CorriereTv

I Persiani di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene, è l’opera tragica piu antica giunta fino a noi nella sua integrita, probabilmente a partire dalla seconda versione messa in scena a Siracusa nel 467 a.C. 

Racconta la notizia della tremenda sconfitta dell’impero persiano guidato dalla hybris (arroganza) di Serse totalmente distrutto nella battaglia di Salamina nel 480 AC, quindi otto anni prima della messa in scena. Una cronaca molto viva dei fatti per gli ateniesi di allora: lo stesso Eschilo aveva perso un fratello in quella  guerra. 

Eschilo ha il colpo di genio: ambienta la tragedia a Susa (la capitale persiana) e per la prima volta mette in scena i vinti. Lo sconforto e l’angoscia della regina madre Atossa (moglie di Serse e madre di Dario) e dei dignitari di corte che apprendono la tragica notizia. 
Una storia di imperi insaziabili e bramosi di conquiste continue, una storia di giovani soldati che muoiono senza un motivo, di genitori che

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