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Chianti, un cinese in soccorso della fattoria Aiola: è la tenuta toscana degli amici russi di Medvedev

di Mario Gerevini

La crisi e l’ordine da 1,2 milioni che «salva» l’azienda. Il buio sui conti e poi il «buco» da 3,3 milioni. Il compagno di università e la finanziaria cipriota, le email ai soci

Un misterioso imprenditore cinese è andato in soccorso della Fattoria dell’Aiola, grande tenuta vitivinicola del Chianti e uno dei più controversi investimenti russi in Italia. L’azienda toscana, in crisi finanziaria e di fatturato, sarebbe riconducibile, secondo varie inchieste giornalistiche, all’ex presidente della Federazione russa e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitrij Medvedev, attraverso finanziarie cipriote e amici prestanome. La società ha sempre negato qualsiasi rapporto con Medvedev.

Voci e conferme

La conferma alle voci tranchant che circolavano da tempo tra i produttori toscani («I cinesi hanno fatto un mega-ordine all’Aiola»; «Medvedev ha trovato i soldi in Cina» ) viene da alcuni documenti societari che, dopo anni di buio e reticenza contabile, danno conto sia delle difficoltà che dell’ossigeno commerciale e finanziario arrivato dalla Repubblica Popolare.

Il distributore cinese

Cioè «l’’accordo raggiunto – leggiamo – con un distributore del mercato cinese per un corrispettivo di € 1.200.000 nell’arco temporale di due anni (2025 e 2026) con l’erogazione di significativi anticipi finanziari

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