di Silvia Turin
Conferme da un nuovo studio sui potenziali rischi associati ai continui o forti scuotimenti della scatola cranica, che producono danni che si accumulano nel tempo
I colpi di testa (anche pochi) aumentano nel sangue le proteine associate al danneggiamento delle cellule cerebrali.
Lo conferma uno studio recente, pubblicato a maggio sulla rivista JAMA Neurology, da parte dei ricercatori dell’Amsterdam University Medical Center.
Gli scienziati hanno prelevato campioni di sangue da 302 calciatori dilettanti di alto livello nel corso di 11 partite. Gli esami sono stati eseguiti prima, immediatamente dopo e tra le 24 e le 48 ore successive a ciascuna partita. I colpi di testa di ciascun giocatore sono stati esaminati da telecamere che hanno registrato la frequenza e intensità della giocata.
I risultati
I calciatori abituati a colpire la palla di testa presentavano concentrazioni più elevate della proteina S100B nel sangue subito dopo una partita rispetto ai giocatori che non effettuavano colpi di testa. La proteina S100B, prodotta principalmente dalle cellule chiamate astrociti, è ampiamente utilizzata per valutare le lesioni cerebrali traumatiche (TBI) e solitamente aumenta entro un’ora da un trauma cranico.
I giocatori che totalizzavano durante il match più di due colpi di testa o colpivano




