di Massimo Gaggi
Dietro alle valutazioni «monstre» del debutto in Borsa di Space X c’è la convinzione che Trump farà di tutto per evitare la débacle se l’euforia tecnologica dovesse calare drasticamente
Burton Malkiel, celebre teorico dei criteri di valutazione delle azioni di Borsa, ha scritto nei suoi libri che esistono due metodi per fissare un valore: quello delle «fondamenta aziendali» che fa dipendere il prezzo dell’azione dai dati più rilevanti dell’impresa e quello dei «castelli in aria», basato sulle percezioni psicologiche degli investitori. Criteri tuttora validi ma da integrare – alla luce dell’Ipo (offerta pubblica) di SpaceX, di quelle in arrivo di Anthropic e OpenAI e anche di operazioni già in corso con investimenti in data center per centinaia di miliardi di dollari – aggiungendo una terza categoria: a fianco dei castelli in aria spuntano fortezze (governative) piantate sulla terra.
La nuova stagione
Va, poi, registrato un cambio di stagione: banche e finanziarie abituate a usare parametri economici per valutare gli investimenti, a volte sono anch’esse trascinate dall’euforia dei mercati. Si espongono per incassare ricche commissioni, perché cavalcare l’onda di grandi affari è nella loro natura (e quello di SpaceX è il più grosso esordio in




