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La Cina ha superato indenne questa crisi energetica grazie a un’arma segreta

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La grande sorpresa nell’ultima crisi energetica è stata cinese. Il paese che più di ogni altro importava – e tuttora importa – petrolio dall’Iran, ha subito danni molto inferiori al previsto. Nessuno aveva capito quale «arma segreta» avrebbe consentito la sorprendente resilienza cinese…

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha avuto un effetto inatteso: ha messo alla prova i sistemi energetici di tutte le grandi economie del pianeta. Il blocco dello Stretto di Hormuz, il crollo delle esportazioni iraniane e la perdita di oltre 14 milioni di barili al giorno hanno provocato uno choc petrolifero. Meno grave di quanto poteva essere, però. Molti osservatori si aspettavano un ritorno agli scenari degli anni Settanta. Invece il petrolio, pur salendo sensibilmente, non ha raggiunto i livelli catastrofici annunciati da alcune previsioni. Una delle ragioni principali è stata la Cina.

A prima vista, questo episodio sembrerebbe confermare il successo della strategia energetica di Pechino: anni di investimenti nelle energie rinnovabili, nell’auto elettrica, nell’alta velocità ferroviaria avrebbero reso la seconda economia del mondo meno vulnerabile agli choc esterni. C’è del vero in questa interpretazione. Ma è solo una parte della storia. L’altra parte, meno celebrata e più scomoda, è che

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