di Walter Riolfi
Il mercato corre grazie a utili in crescita e all’entusiasmo per l’Ai, mentre le banche alzano i target dell’S&P 500 Ma i titoli dell’intelligenza artificiale valgono 14 punti in più rispetto al 2020
Spiega il capo degli investimenti di una piccola società americana che il forte rialzo di Wall Street è giustificato per il 80% da «motivi fondamentali»: «legittime speranze di una fine del conflitto iraniano e l’eccellente crescita degli utili». Sulla seconda ipotesi non ci sono dubbi, visto che i profitti del 1° trimestre per l’S&P sono quasi triplicati rispetto alle stime di tre mesi fa e quasi raddoppiati quelli per l’intero 2026 (+25%). Non si capisce invece perché l’agognata fine del conflitto abbia fatto volare la borsa dell’11% dal 27 febbraio: e fa un corposo 20% dal minimo di marzo.
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Più dei fondamentali, ci soccorre la psicologia e parecchio l’ebrezza del gioco, che ha coinvolto dapprima i grandi gestori e recentemente anche i piccoli investitori. Alla base del gioco c’è il presupposto che gli eventi geopolitici non facciano male ai mercati azionari. Ma, nel contempo, si punta sull’effetto emotivo creato dalle aspettative: l’«imminente» fine del conflitto. I ripetuti




