
di Federico Fumagalli
L’artista bergamasco racconta l’emozione della cerimonia a Barcellona con papa Leone XIV, re Felipe e la regina Letizia. Suo l’“Agnus Dei”, oggi unica opera d’arte contemporanea all’interno del capolavoro di Gaudí
L’orgoglio spagnolo, leso dalla bagarre politica (ai festeggiamenti era presente pure il primo ministro Pedro Sánchez) e in attesa della sorte sportiva delle «Furie rosse» al Mondiale di calcio, passa anche da chi tiene a sottolineare quanto sia «soddisfatto di Sarri nuovo allenatore dell’Atalanta».
Perdoni Mastrovito. Grazie alla Sagrada Familia, a coronamento di una brillante carriera, il suo nome è sulla bocca di mezzo mondo dell’arte. Come si sente?
«La mia vicina di casa mi ha consigliato di tirarmela un po’ (ride, ndr). Ma perché dovrei? Non mi sento arrivato. Ho tante nuove idee in questo momento e vorrei cercare di metterle in pratica con la maggiore serenità possibile. Quello della Sagrada Familia è un progetto partito già tre anni fa. Ne sono felicissimo, ovvio. Ma guardo anche ad altro».
Ci racconta la sua giornata a Barcellona, del 10 giugno scorso?
«Il soggiorno è stato brevissimo. Io e mia moglie Francesca siamo partiti da Orio alle 4:30. Il giorno dopo, alle 7 del




