
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali a Stasi. Cosa dicono gli esperti del carcere di Bollate
Quasi undici anni trascorsi in prigione, si presume da innocente. Ora Alberto Stasi esce dal carcere di Bollate, per essere affidato in prova ai servizi sociali. A deciderlo è il Tribunale di Sorveglianza di Milano, sulla base delle relazioni redatte da educatori e psicologi dell’istituto penitenziario. Alla luce della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, con la Procura di Pavia che considera Andrea Sempio unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, la scarcerazione di Stasi non può certo considerarsi un colpo di scena giudiziario. Rimane comunque interessante approfondire quello che gli esperti hanno scritto nel documento citato dal «Corriere della Sera», nel quale tratteggiano una figura difficile da sovrapporre a quella che l’Italia ha creduto di conoscere.
Chi era Alberto Stasi nel racconto mediatico
Chiara Poggi fu trovata morta nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Da quel momento, la pista che indicava Stasi come principale sospettato divenne, come avrebbero scritto anni dopo gli stessi atti giudiziari, quella «più battuta».
Attorno al caso si formò rapidamente un circo mediatico che trasformò ogni




