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Tombaroli in fuga, a Castel di Guido riemerge un’antica villa romana con mosaici. Trovata anche una statua di marmo

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di Edoardo Sassi

Il 20 giugno visite a cura della Soprintendenza Speciale di Roma. Lo scavo clandestino scoperto a febbraio grazie a una segnalazione di cittadini

Per primi sono arrivati loro, e non è una novità: i tombaroli. Uno scavo clandestino non lontano dalla via Aurelia, nei pressi di Castel di Guido, immerso in un bellissimo paesaggio bucolico tipico della campagna che da Roma digrada verso il mare. È qui che il 16 febbraio scorso sono emersi resti di una villa romana di età imperiale, con mosaici di notevole fattura e un’affascinante scultura — frammentaria, alta circa 80 centimetri — ritrovata nella vasca dell’impluvium, uno degli ambienti venuti alla luce.

La scultura di un uomo con barba, forse una divinità agreste

La statua, in pregiato marmo bianco, raffigura un uomo adulto con barba, vestito di una corta tunica, una cinghia sulla spalla. Sul braccio sinistro un oggetto ancora poco leggibile (prima del restauro che verrà) ma probabilmente riferibile al mondo agricolo. Sulla spalla l’uomo sembra infatti portare una gerla con due volatili sul davanti e frutta sul lato posteriore. Il braccio destro, piegato in avanti, forse conduceva un animale. Una divinità agreste, Silvano? Un personaggio del thiasos dionisiaco?

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