
Perfino il fecondo inventore del campo largo è costretto a capitolare. Goffredo Bettini: fautore dell’alleanza tra Pd e 5 stelle, primo teorico del papocchio giallorosso. Proprio lui. Adesso propone di rivedere il nome dell’eterogenea coalizione. Suggerisce «campo dell’alternativa». Intento meritorio: meglio enfatizzare le differenze dagli altri che le incompatibilità tra di loro. La variante, però, sembra un po’ fumosetta. Meglio un’immaginifica alternativa, adeguata al momento: pantano largo. Del resto, lui stesso un mese fa aveva osato un’assonante metafora: «Per uscire dalla palude della premiership, non bisogna parlarne più».
Ecco: Elly e Giuseppi. Da lì si parte. E sempre lì si arriva. Schlein e Conte, i futuri contendenti alle primarie. Lei vuole la patrimoniale, lui mica tanto. Lei vuole armare Kiev, lui fa l’occhiolino a Mosca. Facciamola breve: non filano d’accordo quasi su niente. In assenza di spunti comuni, si animano solo sulla tenzone che decreterà l’aspirante premier. Problemino: dopo la vittoria al referendum sulla giustizia, pensavano di arrivare alle politiche in carrozza. Le amministrative, invece, hanno fortemente ridimensionato i loro prematuri sogni di gloria.
La scoppola a Venezia è stata leggendaria. «Da qui può arrivare un segnale forte fino a Roma», vagheggiava Elly. Difatti: Simone Venturini, civico di centrodestra, ha



