
Parliamo dell’evoluzione dell’Autopilot, un sistema L2+, non di guida automatica: il conducente può quindi togliere le mani dal volante, ma deve garantire una supervisione attiva continua, pronto a reagire in caso di problemi, rimanendo responsabile di quello che accade. Quali sono le accuse rivolte al Full Self Driving? Ci sarebbe anzitutto un problema nel criterio adottato dal costruttore, che avrebbe confrontato dati non omogenei nell’elaborare le sue statistiche: da una parte il tasso di incidenti delle proprie vetture (calcolato esclusivamente sulla base di quelli più gravi, in cui si sono attivati gli airbag), dall’altro la media nazionale registrata dai veicoli circolanti negli Stati Uniti, che includeva micro-tamponamenti e piccoli urti. Il secondo errore del produttore risiderebbe poi nel confrontare fra le proprie vetture con la media del parco circolante statunitense, più vecchio e privo di Adas moderni. Finendo, così, per distorcere il risultato finale.




